Cenni biografici di Giovanna Florena

madre della Beata Madre M. Candida dell’Eucaristia

Giovanna Florena nacque a Santo Stefano di Camastra il 28 febbraio 1848, primogenita di sette figli. I suoi genitori al momento delle nozze avevano promesso di consacrare al Signore i propri figli.

Fin da piccola, Giovanna mostrò grande amore a Gesù e inclinazione alla pietà; recitava tutte le sere il Rosario col papà.

La famiglia Florena era una delle più benestanti di Santo Stefano. Quando a quattordici anni Giovanna rimase improvvisamente orfana di padre, data la posizione economica della famiglia, dovette intervenire la Legge a tutela dei figli minorenni. Fu in questa circostanza che conobbe il suo futuro sposo, il Giudice Pietro Barba.

Quando celebrarono le loro nozze, il 1° giugno 1864, Giovanna aveva 16 anni e Pietro 32.

Giovanna fu una donna ā€œdolcissimamente energicaā€, una sposa affettuosa e una mamma amorevole, molto attenta all’educazione, soprattutto cristiana, dei figli: non permetteva che si appoggiassero disordinatamente agli agi che la loro ottima posizione avrebbe consentito, ma li abituava al sacrificio e alla mortificazione per poi ricompensarli largamente. Diceva spesso che avrebbe dovuto rendere conto a Dio dell’educazione dei suoi figli, e insegnava loro a pregare e a meditare.

Era conosciuta come ā€œla donna della caritĆ ā€, perchĆ© era di cuore grande e generoso e non tralasciava mai di aiutare i più bisognosi: nessun povero che bussasse alla porta di casa Barba chiedeva invano il suo aiuto.

Conobbe la sofferenza per la perdita di cinque figli morti in tenera etĆ , ma la perdita che la prostrò maggiormente fu, dopo la morte del marito, quella dell’ultimo figlio, Paoluccio, morto a soli 21 anni. La sua salute risentƬ molto di questo lutto e andava declinando sempre più, tanto che Giovanna predisponeva giĆ  i figli alla sua dipartita. Madre Candida supplicò tanto Gesù, insieme alle sue sorelle, per la guarigione della mamma, ma non fu possibile ottenere la grazia sperata.

Durante la malattia Giovanna diede esempi mirabili di rassegnazione: non un gemito, non un lamento. Vicina a morire, disse a Madre Candida che presto sarebbe entrata in monastero secondo i suoi desideri, e ai figli maggiori diceva: ā€œContentate Maria, fate che presto entri in monastero!ā€.

Una forma acuta di polmonite stroncò in soli tre giorni il corpo giĆ  molto provato, e la rubava all’affetto dei figli la sera del 1° venerdƬ di giugno del 1914.

Tutti i figli erano intorno al suo letto quando il sacerdote che l’assisteva spiritualmente disse: ā€œĆˆ al cospetto dell’Altissimo!ā€. Madre Candida mise la fronte atterra e rialzandosi col viso infuocato disse: ā€œPoche ore la mamma nostra starĆ  in Purgatorio. All’alba del sabato la Madonna del Carmelo andrĆ  a prendersela per portarla in Cielo!ā€. Indossava infatti lo Scapolare, e Madre Candida faceva riferimento al cosiddetto ā€œprivilegio sabatinoā€.

Il funerale della mamma si svolse nella chiesa dei Padri Cappuccini, poi si andò al cimitero in processione con le candele accese, dove avvenne la sepoltura.

Prima di spirare Giovanna aveva detto ai figli: ā€œChiamatemi! Voglio essere chiamata, e io scenderĆ²ā€.

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